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IL NUOVO ALLESTIMENTO DEI MOBILI E DELLE SCULTURE LIGNEE DAL XV AL XXI SECOLO


Coretto di Torchiara Con la mostra "Dagli Sforza al design - Sei secoli di storia del mobile", da poco conclusa, la sezione dedicata agli arredi lignei delle collezioni del Museo delle Arti Decorative ha riaperto al pubblico con un assetto espositivo completamente rinnovato.
Attraverso questa esposizione si vogliono far conoscere i contesti storici, artistici e collezionistici da cui i mobili provengono e le loro funzioni originarie. Gli studi di Mario Praz, Ferdinando Bologna, Peter Thornton, Alvar Gonzales-Palacios, Enrico Colle, infatti hanno messo in evidenza i princìpi culturali, filosofici ed estetici che presiedevano al gusto dell'arredamento nel corso dei secoli. Riallacciandosi ai loro orientamenti la nuova sezione affronta il tema dei modi dell'abitare accostando generi artistici diversi; il gioco dei confronti stilistici, delle suggestioni, delle rievocazioni e dei rimandi alle fonti iconografiche permette di riannodare il filo tra le arti eliminando gerarchie estetiche e facendo della visita un'esperienza globale sia conoscitiva sia percettiva.
A differenza del passato, quando i mobili nel museo erano allineati su singole pedane e presentati isolatamente, ora gli esemplari sono raggruppati in nuclei coerenti dal punto di vista temporale, accostati a oggetti d'arte realizzati in varie tecniche, a stampe e, grazie alla collaborazione delle Civiche Raccolte d'Arte, a dipinti coevi. Le opere sono tutte inserite in "quinte" architettoniche con caratteristiche di veri e propri ambienti: in alcuni casi si ricompongono arredamenti originari, più spesso l'ambientazione fa rivivere l'idea di un luogo o la suggestione di un'epoca.
Il museo oggi desidera aprirsi ad un pubblico più ampio, non di soli specialisti, e per questa ragione ha predisposto, grazie alla preziosa collaborazione di IBM Italia, un dinamico supporto multimediale e un ricco apparato didattico attraverso il quale il visitatore può ricevere informazioni su ogni elaborato esposto e comprendere le caratteristiche dell'esposizione e l'evoluzione artistica della storia del mobile.
Il progetto scientifico e museologico è stato diretto da chi scrive, con la collaborazione di Francesca Tasso, la consulenza di Alessandra Mottola Molfino e di Anty Pansera, il contributo specialistico di Enrico Colle e i consigli di Gillo Dorfles. Il criterio espositivo alla base dell'allestimento è stato elaborato da Perry King e Santiago Miranda.
I progettisti, operando in costante collaborazione con la direzione del museo, hanno felicemente interpretato la necessità di attuare supporti con caratteristiche di adattabilità, ma anche connotati da una solida linea costruttiva. La rigorosa dimensione progettuale, aggiornata sulle ricerche contemporanee, si coniuga con una raffinata sensibilità per le suggestioni estetiche; lo studio della luce e l'accurata scelta dei materiali esaltano i requisiti stilistici e formali di ogni manufatto presentato nell'ampia rassegna.
L'itinerario che si snoda nelle Sale Ducali al primo piano dell'omonimo cortile sforzesco, è strutturato in ordine cronologico, dal Quattrocento al Novecento, ma può essere percorso anche a ritroso, ed è scandito da grandi sezioni tematiche corrispondenti, generalmente, alla dimensione delle singole sale.
Sulle pareti sono disposti numerosi affreschi strappati e trasportati su tela, sacri e profani, dal XIV al XVI secolo, provenienti da luoghi di culto soppressi e da dimore milanesi. All'interno della sala XVII si incontra ancora la Camera di Griselda, ricostruita con affreschi quattrocenteschi staccati riproducendo le proporzioni che aveva nel suo luogo di origine, il Castello di Roccabianca nel territorio parmense. Gli affreschi, così come i soffitti lignei provenienti da antiche residenze della nostra città, per precisa scelta critica, sono salvaguardati come preesistenze museali autonome e non interagiscono con il nuovo allestimento. Libreria Casablanca per Memphis La visita prende l'avvio da una zona introduttiva illustrante le origini ottocentesche del Museo delle Arti Decorative e prosegue in un viaggio ideale che attraversa sei secoli di storia del mobile, con particolare attenzione a Milano e al territorio lombardo.
Queste le tappe simboliche principali: La Corte e la Chiesa, XV-XVI secolo (sala XVII); Camera delle meraviglie, collezioni d'arte e naturalia, XVII secolo (sala XVIII); Intagli barocchi, XVII-XVIII secolo (sala XIX); Collezioni di nobili famiglie milanesi, XVIII secolo (sala XVI); Maestri di stile, da Maggiolini a Sottsass, XVIII-XXI secolo (sala XVI).
La parte finale (o iniziale) del percorso costituisce la novità concettualmente più rilevante dell'allestimento, che non si arresta più, come in precedenza alla fase neoclassica, ma continua esemplificando l'evoluzione del mobile ottocentesco, novecentesco e contemporaneo, sia pure per accenni.
La sezione dei "maestri di stile" propone un'accurata rappresentanza di opere di grandi artefici dell'arredamento, da Maggiolini a Sottsass, determinanti per il sorgere di uno stile fortemente originale nel loro tempo, e documenta come in Italia, e a Milano in particolare, elementi distintivi come l'attività di progettazione, la conoscenza degli stili storici e le capacità dell'artigianato di tradizione si siano trasmesse ininterrottamente, influenzando anche la contemporanea produzione di serie in un settore di eccellenza quale il design.
Questo segmento delle Sale Ducali è concepito in una logica flessibile, in quanto destinato a ospitare, in futuro, "mostre dossier" su tematiche dell'arredamento domestico di ieri e di oggi. Senza volersi sovrapporre al ruolo svolto da altri enti per la conoscenza dell'industrial design e delle sue varie declinazioni, il Museo esamina il momento del mobile moderno privilegiando, oltre le figure storiche di Gio Ponti e di Carlo Mollino, quella di Ettore Sottsass, ideatore di soluzioni creative che, pur nel diffondersi della produzione seriale, valorizzano la progettualità e rispettano le caratteristiche decorative dell'oggetto salvaguardandone le funzioni d'uso.
Si tratta, evidentemente, di una scelta puramente esemplificativa, senza pretese di sistematicità. Siamo infatti consapevoli che anche altre presenze avrebbero potuto documentare, per il quarto di secolo appena trascorso, le tendenze più estrose del design postmoderno, collegato al gusto delle arti decorative tradizionali sia con l'utilizzo di materie artificiali, sia con l'elaborazione di nuove tecniche operative, sia, infine, con l'invenzione di forme originali. Tuttavia, per la circostanza, il Museo ha voluto attingere esclusivamente dalle proprie collezioni, integrate da pochissimi prestiti. Le prossime esposizioni potranno aprire ulteriori orizzonti di ricerca sulle espressioni del mobile contemporaneo, sempre nella cornice di una grande raccolta retrospettiva come quella del Castello Sforzesco.
Il grande impegno per il rinnovo dell'allestimento è stato possibile grazie al contributo economico di un privato cittadino, già in passato benefattore delle Civiche Raccolte d'Arte Applicata, Silvio Segre, a cui va la profonda riconoscenza del Museo e del mondo culturale milanese.

Claudio Salsi, Direttore del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco

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