INDOAMERICA.
Archeologia ed etnografia del Sud America al Castello Sforzesco
Sala Castellana - Cortile della Rocchetta
fino al 28 ottobre 2007
Inaugurazione
Giovedì 16 febbraio 2006 - alle 17.30
Sala della Balla - Cortile della Rocchetta - Primo Piano
Milano vanta una tradizione molto lunga di studi e interessi verso il mondo americano, sin da quando, nel XVI secolo, l'erudito Manfredo Settala riunì varie curiosità provenienti dal nuovo mondo nel suo cabinet des merveilles in via Pantano.
L'interesse per il mondo indigeno americano si rafforza durante l'epoca delle grandi esplorazioni quando personaggi del calibro di Antonio Raimondi si interessano alla cultura andina promuovendo esplorazioni con un approccio decisamente scientifico e moderno. E' proprio alla sua città natale, Milano, che Antonio Raimondi invia reperti peruviani alla fine del secolo XIX. Dal Museo di Storia Naturale i reperti passano poi al Castello Sforzesco nei primi anni del secolo XX costituendo il nucleo più antico delle Raccolte Extraeuropee.
Nel corso del XX secolo diversi collezionisti e appassionati delle civiltà amerindiane (tra i quali citiamo Silvio Segre, Giovanna Torricelli, Aldo Lo Curto e gli eredi di Federico Balzarotti), hanno voluto, attraverso lasciti e donazioni, rinnovare la tradizione di interesse verso le culture indigene americane, affinché nella città rimanga una testimonianza viva di un legame con un continente fonte continua di interesse e meraviglia. In attesa che questi materiali, assieme a testimonianze dell'arte africana e asiatica custodite presso le Raccolte Extraeuropee trovino una degna collocazione nella nuova "Città delle Culture", un polo museale in fase di costituzione presso l'area dell'ex Ansaldo di Milano, si è deciso di rendere fruibile questo importante patrimonio alla cittadinanza, organizzando mostre tematiche della durata di un anno sugli ambiti di pertinenza delle Raccolte Extraeuropee.
"INDOAMERICA" sarà la prima occasione per i visitatori del Castello Sforzesco di vedere riuniti veri capolavori delle collezioni americane, alcuni mai esposti prima d'ora al pubblico.
La Mostra si articolerà in tre sezioni: Area Andina - Area Mesoaericana - Amazzonia.
Area Andina
Questa area culturale comprende il nord del Cile, gli attuali territori della Bolivia, del Perù e dell'Ecuador e parte della Colombia e del Venezuela.
Assieme all'area Intermedia, questo territorio ha visto nascere e lo svilupparsi di società complesse antiche di più di 4000 anni.
La collezione, nella quale sono rappresentate tutte le culture maggiori dell'area andina preispanica, comprende tessuti, terrecotte, oggetti in legno, metallo e conchiglie provenienti nella maggioranza dei casi da contesti funerari.
Area Mesoamericana
I territori dell'attuale Messico e della zona istmica americana (Panama, Costa Rica, Salvador, Nicaragua, Guatemala, Honduras) sono l'altra area di sviluppo, assieme alla zona andina, delle grandi culture latinoamericane. Qui, sin dal terzo millennio avanti Cristo, si svilupparono, in un mosaico di etnie e lingue diverse, tradizioni culturali con alcuni tratti comuni.
La collezione non è rappresentativa dell'intera storia culturale dell'area, ma solo di alcuni filoni tematici quali la religione (notevole la collezione di statuette in terracotta che servivano per il culto domestico) e il culto dei morti.
Amazzonia
La collezione comprende circa 400 oggetti raccolti per la maggior parte dal medico itinerante Aldo Lo Curto tra diverse etnie dell'Amazzonia brasiliana.
I reperti risalgono alla seconda metà del XX secolo: si tratta di oggetti d'uso, strumenti musicali e oggetti rituali che testimoniano i diversi momenti della vita di queste popolazioni.
Tra gli oggetti più notevoli si segnala la collezione di terrecotte degli Asurinì, dipinte con complessi disegni geometrici che richiamano le pitture corporali di quella popolazione.
Per informazioni:
Raccolte Extraeuropee: tel. 0288463729 (Conservatore dott.ssa Carolina Orsini) o
tel. 0288463744 Maurizio Battello (relazioni esterne e coordinamento della mostra).
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