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ICONOGRAFIA DELLA CITTÀ E CASTELLO DI MILANO (1734)
Mappa di Giovanni Battista Riccardi


Il disegno Iconografia della città e castello di Milano è stato realizzato nel 1734 da Giovanni Battista Riccardi (attivo 1726-1762) e raffigura, al centro, la mappa di Milano incorniciata da trentadue vedute di significativi luoghi della città. Particolare risalto è riservato alla rappresentazione del Castello Sforzesco, che domina la scena nella parte superiore del disegno, e alla dettagliata veduta urbana a volo d'uccello, che si staglia nella zona inferiore della composizione. Giovanni Battista Riccardi, che appare tra l'altro quale disegnatore di alcuni fogli incisi da Marc'Antonio Dal Re, appartenenti alle serie delle "Ville di Delizia", risulta pure autore del progetto dell'altare posto nella chiesa di Sant'Alessandro nel 1741 e di un progetto per la facciata del Duomo nel 1746.
Dal XVI secolo le mappe riproducenti l'iconografia della città rispecchiano in maniera spesso molto precisa l'organizzazione statale, economica e religiosa dei centri stessi. L'individuazione e il rilievo fornito ai luoghi e alla loro destinazione permette di leggere con sufficiente chiarezza la struttura politica della città, i centri di potere predominanti rispetto ad altri, in base all'epoca e alle dominazioni che, nel caso di Milano, si sono succedute nel tempo. La mappa della città delineata dal Riccardi presenta il consueto orientamento verso Nord, codificato da Marc'Antonio Barateri nella sua opera La gran città di Milano del 1629. Riferimento più vicino è individuabile nella mappa catastale di Giovanni Filippini realizzata nel 1722 nell'ambito del censimento indetto dall'Imperatore Carlo VI d'Asburgo. A differenza di quest'ultima, eseguita per scopi puramente tecnici documentari, l'opera del Riccardi rivela intenti estetizzanti che si colgono nella minuziosa resa dei singoli riquadri a contorno della mappa, animati da una serie di figurine precisamente rifinite e sempre in movimento. L'inserimento di particolari trompe l'oeil, quali il cartiglio che si arrotola su alcune immagini e addirittura una mosca posta sulla mappa in basso a destra, confermano gli intenti di resa artistica.
Il valore della pianta del Riccardi consiste anche nell'essere testimonianza di luoghi non più esistenti o fortemente modificati nel tempo. Santa Caterina in Brera e San Pietro con la rete, ad esempio, raffigurati sulla carta, sembrano essere gli unici documenti grafici, o almeno fra i rarissimi, di edifici oggi scomparsi.
La raffigurazione così strutturata con vedutine a contorno precorre una tipologia particolarmente utilizzata dal XIX secolo, ma poco diffusa all'epoca dell'esecuzione del disegno. La qualità grafica dell'opera, realizzata a china e acquerello, riflette le indubbie capacità dell'autore, noto anche come quadraturista, e si propone di sottolineare le bellezze della città in funzione encomiastica nei confronti di coloro a cui è dedicato il lavoro, i Sessanta Decurioni del Consiglio Generale di Milano, puntualmente elencati nel cartiglio. Il disegno del Riccardi era conservato proprio nella Sala del Consiglio del Broletto Nuovo, ove aveva sede il Tribunale di Provvisione, come afferma un'autorevole fonte dell'epoca: "Fu appesa, rappresentata in disegno, una grande tavola Corografica di Milano, con ripartite all'intorno le vedute delle Fabbriche più insigni, tutte opera del celebre Disegnatore Giovanni Riccardi" (Serviliano Latuada, Descrizione di Milano, tomo V, Milano 1738, p. 164).
In seguito l'opera passò all'Archivio Storico e successivamente alla Raccolta delle Stampe "A. Bertarelli", presso un deposito fino alla presente collocazione.

Restauro e conservazione
Il disegno è composto da 15 fogli, ciascuno dei quali della misura di mm 610x910 circa.
In origine i fogli erano fatti aderire con colla di farina su tela a trama larga tipo iuta. In tempi relativamente recenti il vecchio tessuto era stato rimosso, senza eliminare i residui di colla, e i fogli erano stati ritagliati e di seguito foderati con carta moderna non conservativa e collante misto vinilico. L'opera era stata a lungo esposta senza preoccupazioni di ordine conservativo, in particolar modo a fonti di luce che hanno fortemente imbrunito la carta e provocato il viraggio di pigmenti e inchiostri: quello di china nero e brillante, utilizzato soprattutto per le campiture ad acquerello, e quello metallogallico, pure nero in origine, poi mutato in marrone scuro, impiegato per le linee di contorno e i particolari. I pigmenti azzurri e verdi, a base metallica, hanno acquisito anch'essi una colorazione bruna, mentre il rosso lacca ha mantenuto la sua brillantezza. Lungo i margini del disegno erano presenti rotture accidentali restaurate localmente con toppe in carta antica e moderna e ridisegnate a imitazione.
L'intervento di restauro, eseguito da Elena Allodi e finanziato da Italia Nostra - Sezione Milano - Fondo Enzo Monti, ha previsto un prelavaggio con soluzione idroalcolica e lavaggio per immersione in acqua tiepida, pulitura localizzata di macchie e montaggio dei singoli fogli su tela a norma di conservazione. Le lacune presenti sono state integrate con acquerelli e pastelli gessosi removibili, allo scopo di rendere leggibile l'opera e abbassare i contrasti su zone particolarmente sbiadite. La mappa è stata poi montata su un nuovo telaio in legno stagionato e collocata in una teca espositiva a microclima stabilizzato, indispensabile per una corretta esposizione, realizzata con il contributo di COMIECO, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica.
Lo stato di conservazione del disegno e la sensibilità alle condizioni termoigrometriche richiedono l'impiego di una serie di misure cautelative quali l'uso di artsorb posto all'interno della teca che ne stabilizzi l'umidità relativa. Le radiazioni ai raggi ultravioletti saranno filtrate attraverso uno schermo anti U.V. fissato sulla superficie interna del cristallo. Poiché l'opera è di dimensioni eccezionali (cm 300x278), un apposito meccanismo consente il movimento della teca, per rendere possibile anche una visione ravvicinata in orizzontale.

I MUSEI DEL CASTELLO



Castello Sforzesco - Piazza Castello   20121 MILANO