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LA FORTEZZA "STELLATA" DEGLI SPAGNOLI
Resti Fortificazioni
I dominatori spagnoli, convinti dell'assoluta necessità di dotare Milano di una nuova efficiente cinta difensiva, per iniziativa di Don Ferrante Gonzaga, capitano generale di Carlo V e suo luogotenente, intraprendono una grandiosa opera di fortificazione a partire dal 1549. L'intera città viene circondata da poderose mura in mattoni, che racchiudono i borghi sorti all'esterno della precedente cinta medievale. Il Castello è collegato ai nuovi bastioni attraverso le "Tenaglie", due strutture (una verso Porta Comasina e l'altra verso Porta Vercellina) che, rivelatesi ben presto insufficienti, lasciano il posto alla caratteristica fortificazione a forma di stella a dodici punte, ritenuta inespugnabile Incisioneperché costruita secondo le tecniche più avanzate dell'epoca. Perduto definitivamente il ruolo di residenza signorile, il Castello diviene una vera e propria cittadella fortificata, capace di mantenere circa duemila uomini di guarnigione. I costi gravano pesantemente sui Milanesi, obbligati a pagare qualche milione di ducati, oltre al mantenimento della truppa. Dalle fonti iconografiche e letterarie sappiamo che la cittadella comprende un ospedale e una farmacia, numerose botteghe artigiane, un negozio di panettiere con due forni, un'osteria, una "nevera" per la conservazione del ghiaccio, ampi depositi per le provviste e due chiese. I saloni, un tempo sontuosi, sono ridotti in condizioni deplorevoli: nei documenti la celebre Sala della Balla figura come "Sala della Segala"; la Sala del Tesoro, già affrescata dal Bramantino, risulta ospitare il laboratorio di falegnameria e nell'elegante portico rinascimentale della Rocchetta compaiono muretti per la costruzione di pollai.

Le vicende del Castello



Castello Sforzesco - Piazza Castello   20121 MILANO