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LA RESIDENZA SIGNORILE

A Francesco Sforza, morto nel 1466, succede il primogenito Galeazzo Maria, quinto Duca di Milano.
Raffinato, colto, amante del lusso, Galeazzo Maria frequenta le corti francese, mantovana e ferrarese, dopo aver trascorso la giovinezza nell'elegante castello pavese, sviluppando una sorta di passione per gli avi materni e in particolare per Gian Galeazzo Visconti, del quale conosce l'effigie dagli affreschi che ornano le sale del Castello e di cui imiterÓ l'abbigliamento e la preferenza per alcuni cani da caccia. Promesso sposo di Bona di Savoia, cognata del Re di Francia Luigi XI, Galeazzo Maria, volendo trasferirsi con la corte in Castello, intraprende una complessa campagna di lavori, destinati a trasformare il fortilizio in dimora signorile. Gli architetti all'opera sono ancora Bartolomeo Gadio e Benedetto Ferrini di Firenze, impiegato dal 1452 presso gli Sforza nella realizzazione di strutture militari e civili.
Le opere iniziate da Francesco Sforza subiscono una brusca accelerazione: si lavora alla Rocchetta e alla Corte Ducale, mentre contemporaneamente si attrezza un "Cassino", destinato a ospitare il Duca e la sua consorte. Stupisce oggi la semplicitÓ della vita domestica condotta dagli Sforza, che conosciamo dalle notizie tramandate da interessanti documenti, quali le lettere dell'epoca. Raffinatissimi nella scelta di abiti, cavalli e gioielli, i Duchi sono abituati a vivere in stanze confinanti con il pollaio, in sale che di notte ospitano materassi e di giorno assemblee, in ambienti dai soffitti altissimi le cui ampie finestre sono chiuse non da vetri ma da semplici "impannate" (stoffe).
In Castello gli architetti sono continuamente al lavoro: costruiscono, riedificano, modificano gli spazi e la loro destinazione; sappiamo, per esempio, che, in occasione dell'arrivo della sposa francese, Bartolomeo Gadio deve allestire una stalla in grado di ospitare novanta cavalli.

Il portico della Rocchetta La Sala della Balla

In anni frenetici di lavori, ordinati da un committente ricco di idee ma assai mutevole, il Castello diviene una elegante dimora: la Rocchetta, la parte meglio difesa dell'intera fortezza, Ŕ ornata da un elegante portico rinascimentale, eseguito molto probabilmente da Benedetto Ferrini. All'interno sono ampie sale, come quella della Balla, al primo piano, destinata a uno sport assai simile al nostro tennis, molto apprezzato e spesso praticato da Galeazzo Maria.


Gli Appartamenti Ducali

Il portico dell'Elefante Particolare della Corte DucaleNella Corte Ducale lo Sforza fa edificare, sempre da Benedetto Ferrini, la "sala aperta", un portico oggi detto "dell'elefante" per la figura ad affresco che lo decora, in origine accompagnata da altri animali ora perduti, come il leone di cui si scorgono soltanto le zampe posteriori. Gli Appartamenti Ducali, al piano terra e al primo piano della Corte Ducale, sono dotati di eleganti volte a padiglione, disegnate dal Ferrini e affrescate da gruppi di pittori con imprese araldiche, soggetto molto gradito al committente, e motivi ornamentali. Di questo periodo sono la "Sala dei Ducali", la "Sala delle Colombine" e la "Sala degli Scarlioni". Al piano superiore si accede tramite una scala dai bassi gradini, che permette al Duca di raggiungere a cavallo gli appartamenti.

La Cappella Ducale La Cappella

Particolare attenzione Ŕ riservata da Galeazzo Maria e dai suoi architetti alla Cappella Ducale, costruita nel 1473 e affrescata nel corso dello stesso anno da sei pittori, tra i quali Bonifacio Bembo, Giacomino Vismara e Stefano de Fedeli, citati nei documenti ancora oggi conservati. In questo luogo raffinato, lucente di ori, il Duca, inviando emissari in tutte le corti d'Europa, riesce a raccogliere, con grande passione, una straordinaria cappella musicale, formata da ventidue cantori.



Gli ultimi lavori al Castello

La Torre di Bona La mattina del 26 dicembre 1476 Galeazzo Maria Sforza viene pugnalato a morte sulla soglia della chiesa di Santo Stefano. La Duchessa Bona si trasferisce allora nel luogo pi¨ sicuro del Castello, la Rocchetta, e la munisce di un'alta torre, oggi detta Torre di Bona, che, collocata all'incrocio tra le ali nord-est e sud-est, consente il controllo di tutto l'edificio. Ben presto tuttavia Ludovico il Moro, fratello di Galeazzo Maria, si impossessa del potere e del Castello, per il quale commissiona nuovi interventi: in Corte Ducale, oltre a far sostituire in molti ambienti le iniziali di Galeazzo Maria con le proprie, ordina una nuova decorazione per la sala terrena della Torre della Falconiera. la PonticellaAffidata a Leonardo da Vinci, la Sala delle Asse Ŕ affrescata con il celebre pergolato ancora oggi visibile, anche se molto restaurato; alla mano di Leonardo Ŕ attribuito anche un frammento di affresco monocromo su una delle pareti della sala, con radici che si incuneano nelle pietre. Forse progettata da Bramante Ŕ invece la "Ponticella", un'ariosa costruzione sopra il fossato, contenente un portico e tre salette, una delle quali recava una decorazione di Leonardo oggi perduta. Nella Rocchetta il Moro fa concludere il portico e nel 1490 fa affrescare dal Bramantino la Sala del Tesoro. Seppure in parte rovinato, il celebre affresco con Argo costituisce una delle opere pi¨ rappresentative del Castello.



Le vicende del Castello



Castello Sforzesco - Piazza Castello   20121 MILANO