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SOTTERRANEO DELLA CORTE DUCALE:
MUSEO EGIZIO


LA SCRITTURA

All'ingresso del Museo una statua-cubo accoglie il visitatore con le sue forme enigmatiche e il volto impenetrabile. Viene poi presentato, in vetrine contenenti svariati oggetti, il tema della scrittura, elemento portante dell'amministrazione egizia che gestiva in modo unitario un territorio esteso per più di mille chilometri.

Fondamentale in tale organizzazione era la figura dello scriba, che imparava a leggere e a scrivere da bambino, apprendendo dapprima lo ieratico, scrittura corsiva utilizzata soprattutto per documenti su papiro, e, in seguito, il geroglifico, impiegato come scrittura monumentale. Tra i materiali esposti si segnalano una tavoletta da scriba, un modello di papiro e la figurina in bronzo di Imhotep, l'architetto artefice della piramide a gradoni di Djoser a Saqqara (metà del XXVII secolo a.C.), grande innovatore tecnico, divinizzato in Egitto per la sua sapienza e considerato protettore degli scribi.

Tavoletta da scriba,
legno, Nuovo Regno (1550-1075 a.C.), provenienza ignota, acquisto 1991.

Utilizzata quotidianamente, come mostrano le tracce di usura, la tavoletta è costituita da un blocco di legno compatto, fornito di un incavo per le cannucce e di due depressioni ovali per i pigmenti rosso e nero. Nella vetrina è anche un modello di papiro.

Imhotep, bronzo, XXVI dinastia (664-525 a.C.), provenienza ignota.
Il papiro disteso sulle gambe dell'architetto lo qualifica come protettore degli scribi e di tutti coloro che impiegavano la scrittura nel loro lavoro, come i medici.
L'esposizione continua con alcuni falsi rotoli di papiro opera di falsari arabi, ingenuamente acquistati nel 1830; sono formati da due bastoncini intorno ai quali sono avvolti frammenti di veri papiri trattenuti da bende, recanti alcuni versi dell'Iliade. Seguono numerosi esempi di scrittura geroglifica, ieratica e demotica su ostraka (frammenti di terracotta), papiro, pietra e legno: si distinguono due eleganti stele funerarie e una serie di papiri illustrati, contenenti parti del Libro dei Morti, il testo sacro che, accompagnando il defunto nell'aldilà, gli garantiva con le sue formule protezione e sopravvivenza. Spiccano per finezza il papiro dello scriba Pa-shed, del Nuovo Regno (XXIV-XIII secolo a.C.), e un pettorale per mummia di tela stuccata, splendidamente dipinto.

   
Stele di donna, legno policromo, VII-IV secolo a.C., da Tebe (?), dono Giulio Venino 1902.
Stele di Pa-shed, calcare, periodo Ramesside (1291-1075 a.C.), provenienza ignota, dono Aldo Geri 1977.
Nella prima stele la defunta è presentata da Anubi e Thot agli dei Ra e Osiride, nella seconda il defunto adora Osiride, alla presenza dei numerosi membri della sua famiglia.

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Castello Sforzesco - Piazza Castello   20121 MILANO