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SOTTERRANEO DELLA CORTE DUCALE:
MUSEO DELLA PREISTORIA
IL NEOLITICO
L'Italia settentrionale (VI-IV millennio a.C.)
Il percorso museale si apre con il Neolitico, periodo in cui l'uomo passa da un'economia di caccia e di raccolta alla produzione di cibo attraverso l'agricoltura e l'allevamento ed elabora le tecniche per fabbricare ceramica, filare, tessere e levigare la pietra, mentre la società diventa sedentaria e si organizza in villaggi. Le innovazioni neolitiche sono portate in Italia principalmente dalla corrente culturale della Ceramica Impressa, che si afferma prima nelle regioni meridionali (VII millennio a.C.) e poi in quelle settentrionali (VI millennio a.C.). In quest'area il primo Neolitico è caratterizzato da culture regionali aperte a relazioni reciproche e alla circolazione di materie prime. Nel pieno Neolitico (V millennio a.C.) si afferma la cultura del Vaso a Bocca Quadrata, così detta per la particolare forma ceramica, con la quale si giunge in Italia settentrionale a una omogeneità culturale, che si spezza con il tardo Neolitico (prima metà IV millennio a.C.). La cultura del Vaso a Bocca Quadrata resiste solamente nella zona orientale, mentre a occidente si afferma quella palafitticola della Lagozza, che risente di influenze provenienti dalla Francia meridionale.
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Materiali della cultura della Lagozza di Besnate (Varese), prima metà IV millennio a.C.
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La lavorazione della pietra
Un ampio campionario di strumenti neolitici in pietra scheggiata e levigata, provenienti da numerosi siti dell'Italia settentrionale, illustra la lavorazione della pietra dal VI al IV millennio a.C. Nel Neolitico alla tecnica della scheggiatura, che consiste nello staccare schegge da un nucleo generalmente di selce tramite percussione o pressione, si affianca la levigatura realizzata mediante lento e regolare strofinamento del manufatto su un blocco di roccia con l'aiuto di acqua, sabbia e paglia. Asce e accette in pietra levigata immanicate su bastoni si impiegavano per la lavorazione del legno e per le opere di disboscamento delle aree da mettere a coltura.
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