APRE GALLERIA ANTICO EGITTO

APRE GALLERIA ANTICO EGITTO

05 mar 2026
Castello Sforzesco

Dopo diversi anni di chiusura, dal 5 marzo il Castello Sforzesco apre GALLERIA ANTICO EGITTO

La collezione egizia di Milano nasce agli inizi dell’Ottocento, nel pieno dell’Egittomania che percorre gli ambienti intellettuali europei in quegli anni. È allora che cominciano a giungere a Milano, al Gabinetto Numismatico e alla Biblioteca di Brera, i primi reperti egizi, confluiti in seguito nelle collezioni civiche. Si tratta di alcuni sarcofagi e frammenti di papiri, che attirano l’interesse di Jean-François J-F. Champollion, il decifratore dei geroglifici, durante una sua breve in visita a Milano nel 1825. 

La raccolta da allora si è arricchita progressivamente fino ad anni recenti, grazie a mirati acquisti e principalmente grazie alla generosità di tantissimi collezionisti, che dall’Ottocento ad oggi hanno deciso di destinare alla pubblica fruizione i loro beni. 

Un importante nucleo di reperti, tra cui la celebre statua del faraone Amenemhat III, giunse grazie agli scavi condotti tra il 1934 e il 1939 nell’Oasi del Fayum. Le indagini furono condotte da Achille Vogliano, professore di papirologia presso l’Università Statale di Milano e furono finanziate in parte dal Comune di Milano. Il supporto dato dal Comune a quell’impresa testimonia il costante impegno dell’amministrazione nella promozione della ricerca scientifica e della conoscenza del mondo antico. 

Le più recenti acquisizioni, tra cui alcuni oggetti della collezione Bresciani e la collezione Ruffini, a cui appartiene uno splendido bronzetto raffigurante Osiride, hanno arricchito ulteriormente la raccolta civica, che conta attualmente circa 3000 reperti. La raccolta comprende sarcofagi, vasi canopi, bronzetti, piccole stele e soprattutto amuleti e ushabti, purtroppo per la maggior parte privi del contesto di provenienza, che illustrano la storia millenaria della civiltà egizia, dal IV millennio a.C. al V sec. d.C. I periodi meglio rappresentati sono costituiti dalle epoche più tarde, dal Nuovo Regno (1550-1070 a.C.) all’Epoca tarda (664-332 a.C.). 

Negli ultimi anni è stato inoltre realizzato un importante lavoro di studio e catalogazione, con la realizzazione di interventi di restauro e indagini diagnostiche, che hanno comportato una conoscenza più approfondita dei materiali egizi civici. 

Il nuovo percorso di visita presenta al pubblico circa 330 reperti, con una selezione ampliata rispetto al precedente allestimento che ne contava 250, suddivisi in 6 sezioni tematiche: Vivere nell’antico Egitto; Vivere con gli dèi; Vivere nell’Aldilà, Milano in Egitto (focus su sui rinvenimenti di Achille Vogliano a Tebtynis e Medinet Madi, nell’oasi del Fayum), l’Egitto greco-romano; l’Egitto copto.  
L’esposizione intende illustrare gli aspetti salienti della cultura egizia, invitando i visitatori a scoprire l’importanza di questa civiltà e la profonda riflessione da essa operata sul ruolo dell’uomo nella sua relazione con il cosmo e con il divino, sulla vita oltre la morte nonché i canoni rappresentativi e l’estetica. 

Grande valore aggiunto è dato poi dal deposito di un importante papiro, lungo circa 7 metri, di proprietà della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. Il papiro, proveniente dalla collezione Busca, si ricongiunge così con altri manufatti della stessa collezione e che appartengono alle collezioni civiche.