Da Napoleone al Risorgimento - Castello Sforzesco
Da Napoleone al Risorgimento
Eserciti napoleonici all’attacco
L’avvicinarsi a Milano di Napoleone Bonaparte provoca l’abbandono della città da parte dell’Arciduca Ferdinando I d’Austria. Il 9 maggio 1796 rimangono in Castello solamente 2000 soldati di guardia, con a disposizione 152 cannoni, 3000 quintali di polvere esplosiva, 11000 fucili e 100 bovini. Un gruppo di Milanesi filofrancesi tenta l’attacco dell’odiata fortezza, assimilata alla celebre Bastiglia, ma viene respinto dal generale Lamy e dalla sua guarnigione. A fine giugno tuttavia il Castello è in mano francese. I nuovi occupanti lo destinano ad alloggio di circa 4000 uomini. Il rientro degli Austriaci e la successiva vittoria napoleonica a Marengo, il 14 giugno 1800, non cambiano il destino di caserma assunto dal complesso. La Cappella Ducale è ormai malinconicamente divenuta una stalla.
Trasformazioni napoleoniche
L’abbattimento della cittadella stellata attorno al Castello, intrapreso dal 1801, crea intorno all’edificio un grande spazio vuoto, per cui architetti quali Luigi Canonica e Giovanni Antolini elaborano progetti. Si deve al secondo l’idea di una immensa piazza semicircolare, il Foro Bonaparte, ornato di edifici pubblici in forme classiche. Anche per il Castello, destinato a sede del Governo, si prevede un volto classicheggiante e un atrio colonnato. La posa della prima pietra avviene nell’aprile 1801. I lavori si interrompono subito.
Una fortezza nemica
La costituzione del Regno Lombardo-Veneto seguita alla caduta di Napoleone riporta a Milano gli Austriaci nel 1815. Il Castello continua a fungere da caserma, mentre lo spazio vuoto retrostante, la Piazza d’Armi, diventa scenario per le rassegne militari.
Durante le Cinque Giornate (18-22 marzo 1848) il Castello è prigione per i Milanesi arrestati dagli Austriaci e luogo da cui Radetzky fa bombardare la città. Dopo il ritiro delle truppe asburgiche si scoprono in Castello, ammassati in vari punti, cadaveri di uomini e donne. Rientrati per quattro mesi in possesso della città, i Milanesi provvedono ad abbassare le torri rotonde. Nel 1859 si conclude definitivamente la dominazione austriaca. Il Castello è assaltato e depredato dai Milanesi, che asportano armi, suppellettili e denaro destinato alle truppe.