Il Castello oggi - Castello Sforzesco
Il Castello oggi
Il cuore culturale della città
Il Castello Sforzesco ospita tra le sue mura non solamente una delle più importanti collezioni di arte della città, ma biblioteche e archivi di rilievo internazionale. Questi istituti conservano, studiano e valorizzano un preziosissimo patrimonio, messo a disposizione di appassionati, interessati e curiosi, grazie a mostre, conferenze, pubblicazioni e proposte varie. Sono le molte iniziative, in grado di attirare un vasto pubblico sia di cittadini che di visitatori stranieri, a rendere il Castello Sforzesco un vero cuore culturale della città.
La campagna di restauri
Una nuova campagna di restauri ha interessato il Castello negli ultimi decenni:
La Torre del Filarete
Ricostruita da Luca Beltrami e inaugurata nel 1905, la Torre è stata consolidata e ripulita nell’ultima campagna di restauri. Il recupero, durante i lavori, delle iscrizioni dei nomi dei venti (SEPTENTRIO, EURUS, CHAURUS, FAVONIUS, APHRICUS, AUSTER, SOLANUS, AQUILO) incisi intorno alla lanterna ottagonale, suggerisce che Beltrami l’abbia concepita come Torre dei Venti.
Sono stati ripuliti i rilievi marmorei e le decorazioni dipinte, scelti da Beltrami per ornare la torre. Tra le imprese sforzesche che affiancano la statua di Sant’Ambrogio, contrassegnate dalle iniziali dei Signori di Milano, risulta curiosa la cifra di Beatrice d’Este, (BE), dipinta dopo quella di Ludovico il Moro (LU). Trattandosi dell’unica consorte di uno Sforza commemorata sulla torre, si è ipotizzato che Luca Beltrami abbia voluto lasciare le sue iniziali (LU BE).
Ospedale Spagnolo
La decisione, nel 2012, di spostare la Pietà Rondanini, ultimo capolavoro di Michelangelo, in altra collocazione rispetto al Museo d'Arte Antica, ha portato alla scelta dell’Ospedale Spagnolo. Dal 2013 sono quindi iniziati i restauri dell’antico Ospedale, delle sue strutture e degli affreschi cinquecenteschi. Sono tornate alla luce vaste parti di decorazioni con stemmi nobiliari, finte trabeazioni e, sulle crociere, ghirlande con i nomi degli Apostoli e vele ornate dai versetti del Credo apostolico. Sono inoltre emerse tracce dell’altare in cui si celebravano le funzioni religiose nell’Ospedale.
La Rocchetta
Lavori intrapresi sulle volte dei portici della Rocchetta dal 2012 hanno rivelato le tracce delle decorazioni volute dall’architetto Luca Beltrami durante i restauri del Castello effettuati dal 1893.
Sono tornate in luce le raze, ossia i soli e le fiammelle di gusto visconteo e sforzesco, fatte realizzare da Beltrami “a fresco” e “a mezzo fresco” da artigiani di grande perizia. Il restauro ha consentito anche il recupero sulle pareti esterne degli edifici di decorazioni a sgraffio, permettendo di distinguere le parti originarie tardoquattrocentesche da quelle reintegrate da Beltrami. Sono riapparse le tracce di due affreschi nel portico, una con architrave e decorazioni a grottesche di gusto rinascimentale, l’altra con i frammenti di uno stemma da collocarsi in età spagnola.
La Sala delle Asse
Realizzata nel 1498 da Leonardo da Vinci, che ideò un pergolato di gelsi intrecciati e sorretti da forti tronchi e dalle grandi radici, la volta dipinta è stata riscoperta, dopo le dolorose vicende del Castello, nel 1893 e ampiamente restaurata dal pittore Ernesto Rusca, sotto la direzione del Beltrami stesso. La decorazione a monocromo sulle pareti all'angolo nord, considerata invece di epoca spagnola, venne coperta dall'allestimento di inizio secolo.
Durante i lavori di ricostruzione del Castello nel dopoguerra e il riallestimento dei Musei, tra il 1954 e il 1956, il monocromo venne attribuito a Leonardo e fu lasciato visibile nel progetto dello studio BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers). Unanimi critiche degli storici dell'arte sull'intervento di Luca Beltrami portarono anche alla scelta di alleggerire il pesante restauro della volta, caratterizzata da colori molto accesi, secondo il gusto dei primi del Novecento.
Dopo un'approfondita campagna di analisi sullo stato di conservazione delle pitture nel 2006, nel 2013 è iniziata una complessa opera di restauro che ha rivelato, nel febbraio del 2015, nuovi frammenti di monocromo sulle pareti.