Il Parco Sempione - Castello Sforzesco
Il Parco Sempione
Il "Barcho" Ducale
Il parco, creato per desiderio di Gian Galeazzo Visconti alla fine del XIV secolo, si estendeva su un’ampia superficie a nord del Castello, ed era formato da una parte a giardino e da un'area coltivata. A partire dal 1457 venne ampliato da Carlo da Cremona per Francesco Sforza, fu quindi cintato e popolato per volere del Signore di Milano, grande appassionato di caccia, di caprioli, cervi, lepri, fagiani e pernici. Tutti questi animali furono fatti portare a Milano dalle zone di Varese, del Seprio e del lago di Como. Al vero parco di caccia, o “barcho” , erano affiancati una parte a giardino dotata di una peschiera, e vasti campi coltivati a frumento, miglio, segale e avena. Non mancava la zona destinata a frutteto.
Sotto il regno di Ludovico il Moro, nel momento di massimo fulgore della vita di corte, addirittura Leonardo da Vinci era incaricato di organizzare cerimonie e feste nel “barcho” ducale. Dopo la caduta degli Sforza e l’arrivo successivo degli Spagnoli nel Cinquecento, l’ampia area cadde in abbandono. Su parte di essa furono edificate le fortificazioni spagnole.
Per secoli l’antico parco ducale fu adibito a piazza d’Armi per le guarnigioni straniere.
Il giardino all’inglese
Quando l’Amministrazione milanese stabilì, a fine Ottocento, di salvare il Castello, nacque il progetto per il Parco Sempione. Il Piano Regolatore del 1889 dell’architetto Cesare Beruto destinò, infatti, a parco l’ampia area a nord del Castello.
Il disegno si deve all’architetto Emilio Alemagna che realizzò, tra il 1890 e il 1893, un giardino romantico all’inglese, con lievi alture artificiali, gruppi di alberi a imitazione della campagna aperta, corsi d’acqua e ampi viali da percorrere in carrozza. Con il suo tracciato l’Alemagna volle legare simbolicamente la Milano sforzesca con quella napoleonica, collegando il Castello con l’Arena e l’Arco ottocenteschi. Nel corso degli anni molte opere d’arte hanno abbellito e decorato il parco, che si estende su 47 ettari di terreno.
Gli edifici
L’ Arena
Ideato dall’architetto Luigi Canonica, l’ampio anfiteatro a forma ellittica venne costruito nel 1806, utilizzando materiali di recupero ricavati dalle demolite fortificazioni del Castello Sforzesco. Il grande stadio civico, inaugurato da Napoleone Bonaparte nel 1807, ospitava fino 30.000 spettatori e fu teatro, durante la dominazione francese, di numerosi spettacoli all’aperto. Ospitò anche negli anni successivi cerimonie e manifestazioni con fuochi di artificio. Si ricordano in particolare le appassionanti naumachie, battaglie navali che richiedevano l’allagamento dell’interno dell'arena con l’acqua del Naviglio. Nel muro esterno dell’edificio, si aprono quattro porte monumentali, la porta Trionfale a sud-est, la porta Libitinaria, che prende il nome dai “libitini“ o becchini, incaricati di portare via i gladiatori morenti dagli anfiteatri romani, a nord-est, la porta delle Carceri, fiancheggiata da due torri, a nord-ovest e la Loggia Reale o “Pulvinare“ a sud-ovest, aperta verso gli spalti da una solenne loggia con colonne di granito rosa e capitelli di ordine corinzio.
L’ Acquario Civico
Progettato dall’architetto Sebastiano Locati in occasione della Esposizione Universale e inaugurato il 28 aprile 1906, è uno degli edifici di maggior pregio del Liberty milanese. Lo stile floreale scelto sembra una rivincita della natura, sempre più assente nelle città industrializzate. Arricchito nel 1908 di una stazione di Biologia e di Bioidrologia Applicata, l’Acquario continuò la sua attività fino all’agosto 1943, quando le bombe lo danneggiarono gravemente. Risistemato e ristrutturato, l’Acquario riaprì nel 1963. Tra il 2003 e il 2006 l’edificio è stato completamente rinnovato all’interno.
Il Palazzo dell’Arte
Progettato dall'architetto Giovanni Muzio e costruito nel 1931-1933, il palazzo nacque come sede permanente per le Esposizioni internazionali delle Arti Decorative, che dal 1923 si tenevano nella Villa Reale di Monza. L’architetto introdusse per la prima volta a Milano il clinker duro al posto del cotto, realizzando un edificio formato da un lungo corpo di fabbrica e concluso con un abside semicircolare. Sia l'ngresso verso il Parco Sempione che quello principale su viale Alemagna, sono ornati da portici. Nel maggio del 1933 il palazzo fu inaugurato con la V Triennale, mentre nel 1936, in occasione della successiva esposizone, l'architetto Giuseppe Pagano ampliò l'edificio.
Presieduto dall'Ente Autonomo Triennale di Milano, il palazzo ospita mostre e iniziative culturali di grande rilievo internazionale.
La Torre Branca
Disegnata da Gio Ponti ed eretta in soli due mesi e mezzo nel 1933, in occasione della V Triennale, la Torre Littoria fu costruita in tubi Dalmine di acciaio speciale. Alta 108,60 metri, divenne inagibile nel 1972. Restaurata dalla Fratelli Branca, di cui oggi porta il nome, è nuovamente accessibile al pubblico.
I monumenti
Fontana Bagni Misteriosi
Collocata nel parco nel 1973 nell’ambito del progetto “Contatto Arte-Città” realizzato per la XV Triennale di Milano, la fontana Bagni Misteriosi rappresenta la più grande opera scultorea di Giorgio De Chirico. In pietra di Vicenza, il complesso è formato da otto elementi ambientati in una grande vasca dalla forma sinuosa. Una parte del fondo della vasca, in giallo ocra, richiama le onde con un disegno a parquet. Proprio un lucidissimo parquet, in cui si specchiavano le gambe delle persone, ispirò a De Chirico il parallelismo tra pavimento e acqua e il progetto di questa fontana. L’opera raffigura un tema assai caro allo scultore, che nel corso della sua attività ha più volte rappresentato personaggi enigmatici immersi nell’acqua.
In occasione del restauro concluso nel 2010, i due nuotatori e il pesce sono stati sostituiti da copie, mentre gli originali sono da allora esposti al Museo del Novecento, a Milano. Nel 2015 un nuovo restauro ha restituito alla fontana i vivaci colori originari.
Accumulazione musicale e seduta
La composizione dell’artista Arman rappresenta un curioso palco per orchestra formato da una cavea, sulle cui gradinate si riconoscono imprigionate nel cemento armato sedie in ferro dalle svariate fogge. Dal podio posto di fronte, destinato a un immaginario direttore d’orchestra, emergono invece trombe e altri strumenti musicali. Il monumento, esposto nel Parco Sempione, insieme ad altre undici opere d’arte, nel 1973, in occasione della XV Triennale di Milano, è stato acquistato dal Comune ed è rimasto a ornare il parco.
Ponte delle Sirenette
Il ponte delle Sirenette nel Parco Sempione ha una lunga storia. Primo ponte metallico d’Italia, fu dedicato all’imperatore austriaco Ferdinando I e fu inaugurato nel 1842 dall’arciduca Ranieri, viceré del Lombardo-Veneto. Realizzato come passerella pedonale sul Naviglio di San Damiano (oggi via Visconti di Modrone), fu progettato dall’ingegnere Francesco Tettamanzi e fuso dalla ditta Rubini-Scalini-Falck nella fonderia di Dongo, sul Lago di Como. Le quattro sensuali sirene furono molto apprezzate dai Milanesi e suscitarono fantasie e leggende urbane. “Le sorelle Ghisini”, come ben presto vennero affettuosamente soprannominate, divennero un luogo di appuntamento per le coppie e per scherzi goliardici. Nel 1930, in seguito alla copertura del Naviglio interno, il ponte venne accorciato e spostato nel Parco Sempione.
Monumento a Napoleone III
Dedicato a Napoleone III e all’esercito francese, che entrarono trionfalmente a Milano l’8 giugno 1859, liberandola dagli Austriaci, il monumento fu commissionato nel 1873 a Francesco Barzaghi. Allo scultore si deve il progetto generale e la statua a cavallo dell’Imperatore, mentre a Antonio Bezzola spettano invece i due bassorilievi laterali, che celebrano la morte del generale Espinasse nella battaglia di Magenta e l’ingresso di Napoleone III e Vittorio Emanuele II tra i Milanesi in festa. Sui quattro lati del basamento otto corone d’alloro ricordano i comandanti francesi che persero la vita nell’impresa, mentre i nomi di 2584 soldati e ufficiali caduti sono iscritti su lamine.
La scultura in bronzo, compiuta nel 1886, fu inizialmente collocata nel Cortile del Palazzo del Senato. Venne quindi spostata su un’altura del Parco Sempione, il Monte Tordo, dove fu inaugurata il 27 febbraio 1927.