Storia

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La nascita ufficiale delle Collezioni Preistoriche e Protostoriche, formatesi inizialmente da lasciti e donazioni nell’Ottocento, si deve al Regio Decreto del 13 novembre 1862 che sancì l’istituzione a Milano, in Santa Maria di Brera, del Museo Patrio di Archeologia, destinato a raccogliere opere e documenti di tutte le epoche, dalla preistoria alla modernità.

La sede in Brera si rivelò ben presto insufficiente e nel 1900 le Collezioni, insieme a tutto il materiale archeologico, furono spostate nel nuovo Museo Civico con sede nel Castello Sforzesco. I reperti preistorici e protostorici finirono in gran parte esiliati nei sotterranei dell’edificio.

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L'incremento delle raccolte

In quegli stessi anni, comunque, le raccolte furono incrementate da numerose donazioni. A Pompeo Castelfranco (1843-1921), grande studioso di archeologia lombarda, si deve una pregevole raccolta di reperti che coprono la Preistoria dal Paleolitico, prevalentemente siti italiani e francesi, all’Età del Ferro dell’Italia settentrionale e dell’arco alpino.  I manufatti provengono sia da scavi, sia da scambi con studiosi e collezionisti italiani e stranieri.

A metà degli anni Sessanta del Novecento le collezioni greche, etrusche e romane furono trasferite dal Castello nel nuovo museo allestito nell’ex convento del Monastero Maggiore di San Maurizio, in corso Magenta 15, dove oggi ha sede il Civico Museo Archeologico, mentre le collezioni Egizie e quelle Paletnologiche rimasero al Castello. Solo negli anni Settanta i reperti furono organizzati in un percorso cronologico nei sotterranei del cortile della Rocchetta.

Nel 2003 furono nuovamente spostati nelle sale sotterranee della Corte Ducale.