La Torre del Filarete

Simbolo di Milano per il suo profilo immediatamente riconoscibile, la Torre deve il suo nome all’architetto rinascimentale Antonio Averulino detto il Filarete, che la progettò nel 1452. Inventò una torre elegante con delicati inserti marmorei, ma questi furono eseguiti da architetti lombardi meno fantasiosi del toscano. Neanche un secolo dopo, nel giugno 1521 la torre, divenuta deposito di polvere da sparo, crollò. Quella attuale è il risultato di un’appassionata ricerca dell’architetto Luca Beltrami sui documenti e sulle fonti iconografiche, per ricostruirne l’aspetto rinascimentale. Inaugurata nel 1905, la torre venne dedicata a re Umberto I, ucciso a Monza nel 1900. Beltrami inserì un orologio nel corpo cubico più in alto, ornato da un sole raggiante ispirato alle insegne sforzesche. Commissionò allo scultore Luigi Secchi la statua di Sant’Ambrogio nella nicchia, ispirata allo stile scultoreo della seconda metà del Quattrocento. Sempre il Secchi eseguì il bassorilievo con Umberto I a cavallo, in marmo di Candoglia. In memoria degli Sforza Beltrami scelse, infine, di far dipingere gli stemmi di Francesco, Galeazzo Maria, Gian Galeazzo, Ludovico il Moro, Massimiliano e Francesco II.